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S, n. 14
Graduale
Graduale per il Proprio dei santi per tutto l'anno liturgico, dalla vigilia di sant'Andrea (29 novembre) a san Clemente I (23 novembre)

Caratteristiche codicologiche

Segnatura: S, n. 14

Segnatura vecchia: S

Segnatura 1952: n. 14

Data: 1513 - 1514 (documentazione; iscrizione)

Provenienza: Duomo

Materiale: membranaceo e cartaceo (fascicoli 1, 22, 23)

Misure: mm 680 x 513

Carte: cc. I + 175 + I' (carte di guardia cartacee moderne)

Numerazione: coeva a penna e inchiostro rosso in cifre romane al centro del margine esterno (cc. 1r-155r), in cifre romane nere (cc. 156r-161r); moderna a matita in cifre arabe

Fascicolazione: 1 (7), 2 (10), 3-21 (8), 22-23 (3)

Specchio scrittura: 62 [482] 136 x 83 [340] 90; rr. 24/ll. 4 + 4 tetragrammi

Notazione musicale: quadrata nera su tetragramma rosso

Scrittura

Littera textualis di una sola mano (cc. Ir-161v); seconda mano successiva nei fascicoli cartacei

Legatura

mm 740 x 535 x 130; moderna e di restauro; assi rivestite in cuoio marrone, su entrambi i piatti: fornimenti cantonali e centrali polilobati in ottone, tutti con decorazioni concentriche fitomorfe stilizzate e gigli incisi; cartellino sul piatto posteriore con i contenuti del codice: "Proprium sanctorum per totum annum"; due bindelle con due tenoni; 8 nervi sul dorso e puntali

Restauri

Data: 12 novembre 1966 - dicembre 1969

Laboratorio: Istituto Restauro del Libro della Città del Vaticano

Note:

Arresto del processo di decomposizione; gli interventi risultarono insufficienti per la salvaguardia del Corale.

Data: 15 dicembre 1969 - 28 maggio 1975

Laboratorio: Istituto per la Patologia del Libro "Alfonso Gallo" di Roma

Note:

Al momento del restauro, il codice presentava danni rilevanti alle legature (rigonfiamenti, rottura di assi, distacco e perdita parziale di alcune coperte), gravissime ondulazioni, deformazioni ed irrigidimento delle pergamene, diffuso attacco di microrganismi sulle legature e sui fogli, sbiadimento e dilavamento dei colori, distacco dei colori dai fogli originali e loro passaggio agli interfogli, incollamento dei fogli originali sugli interfogli. Si rese quindi necessario il distacco delle carte dalle legature e la pulitura delle medesime, la deumidificazione e la disinfezione a causa degli attacchi da microrganismi; dopo questo primo intervento, il codice venne finito di restaurare nel laboratorio fiorentino.

Data: 11 ottobre 1984 - 19 marzo 1986

Laboratorio: Ditta Masi

Note:

Al momento del restauro, finanziato dal Dipartimento Istruzione e Cultura della Regione Toscana - Servizio Beni Librari, le carte si presentavano molto rovinate e mancanti di pezzi, fragili, corrose da muffa e attaccate tra loro; durante l'intervento si è resa necessaria la completa scucitura, lo stacco, per mezzo del bisturi, delle carte bianche di interfogliamento che furono messe dopo l'alluvione e il fissaggio del colore. Tutte le carte sono state lavate, ammorbidite, stirate e imbrachettate; le parti mancanti sono state reintegrate con carta giapponese; è stata effettuata una nuova cucitura come da origine, la rilegatura in tutta pelle nuova con assicelle interne, sono state riportate le vecchie borchie ed i bulloni dopo la pulitura; infine, sono state rifatte le due bindelle.

Stato di conservazione

Buono stato di conservazione; restaurato a causa dei numerosi danni riportati in seguito all’alluvione del 1966

Descrizione interna

Miniatura di pennello:

9 iniziali istoriate

9 iniziali figurate

9 iniziali decorate

Miniatura di penna:

199 iniziali filigranate

Le iniziali istoriate e le figurate sono caratterizzate dal campo in foglia d’oro, il corpo è decorato con foglie lanceolate che vanno a formare un fregio marginale decorato con bottoncini dorati.

Le iniziali decorate fogliate hanno il corpo ornato con sottili cirri bianchi, foglie lanceolate e, sul fondo, racemi e fiori; una breve coda è formata da sottili cirri neri e bottoncini dorati. 

Le iniziali filigranate (es. U di mm 105 x 100 a c. 77r) hanno il corpo azzurro o rosso e decorazioni a risparmio con racemi e fiori; il fondo e il campo sono di colore opposto a quello del corpo, hanno decorazioni geometriche e fitomorfe stilizzate o con decorazioni diamantate realizzate a tempera; alcune hanno brevi code con fiorellini e clipei acquerellati. Sono inoltre presenti 16 iniziali alle cc. 1-7, 162-167 di una seconda mano più tarda che realizza filigranate a tempera con decorazioni floreali e geometriche; 35 iniziali hanno decorazioni figurate sul fondo.

Lettere grosse in inchiostro nero, in molti casi con decorazioni a racemi 

Notizie storico-critiche

Nell’Inventario dell’Archivio Musicale dell’Opera (1958, pp. 25-26) il manoscritto è datato al XVI secolo ed è attribuito ad Attavante con la collaborazione di Monte di Giovanni, in riferimento al Milanesi (1850, p. 206) e al D’Ancona (1914, II, pp. 761-762 n. 1551).

In questo codice compare lo stemma con l'Agnus Dei, simbolo dell'Arte della Lana, patrona dell'Opera del Duomo. Nel 1331, infatti, la cogestione comunale ed ecclesiastica assegnò all'Arte della Lana la responsabilità dell'Opera di Santa Maria del Fiore e, nel 1413, una Bolla papale garantì alla stessa Arte la gestione dei beni della sagrestia della Cattedrale; lo stemma diventa, così, un'inequivocabile testimonianza della provenienza del codice da Santa Maria del Fiore.

Tutti i cicli corali, o quanto di loro rimane ora conservato in Archivio, sono abbondantemente citati negli Inventari, in particolare nell'Inventario dei libri di coro del 1663 (AOSMF, V-3-39, pp. 1-3 n. 1; per la trascrizione cfr. Tacconi 1999, pp. 341-369), dove è data una breve descrizione dei contenuti e di tutte le iniziali miniate in ciascuno, l'Inventario del 1822 (AOSMF, XI-8-1, n. 18; per la trascrizione cfr. Tacconi 1999, pp. 373-376), dove ne vengono dati i contenuti e la segnatura in lettere che segue la successione all'interno dell'anno liturgico, e l'Inventario dei libri di coro del 1862 (AOSMF, XI-8-4; per la trascrizione cfr. Tacconi 1999, pp. 377-378) dove vengono proposte le attribuzioni ai soli miniatori cinquecenteschi. Per quanto riguarda il Graduale S, n. 14, possiamo costatare che è ancora completo di tutte le iniziali miniate e che l'aggiunta dei fogli cartacei è posteriore al 1663 poiché, al tempo, era costituito dalle sole 160 carte membranacee; nel 1822 era inventariato come S e, nel 1862, l'attribuzione della decorazione, che si basava sul Milanesi, era riferita ad Attavante per le miniature alle cc. 1r e 5v e a Monte di Giovanni per tutte le altre.

La decorazione del codice, iniziata infatti da Attavante, fu portata a termine da Monte di Giovanni a partire dal 1514 (Labriola 2008, p. 124), data riportata nella miniatura a c. 54r alla quale si riconduce l'inizio del lavoro del miniatore nel ciclo dei corali per Santa Maria del Fiore: egli introduce nelle miniature la cultura pittorica fiamminga e la cospicua presenza delle vedute di città, in particolare di Firenze (Garzelli 1985, pp. 315-316).

In un recente studio, Anne Leader (2012, pp. 113-118) propone di identificare il chiostro, entro il quale è ambientata l'Annunciazione a c. 54r, con quello della Badia Fiorentina e sottolinea come la miniatura sia una testimonianza del chiostro prima dell'aggiunta di un ulteriore piano per appartamenti privati nel XIX secolo: precedentemente, infatti, il chiostro aveva mantenuto il suo aspetto originario con l'armonioso equilibrio delle arcate orizzontali intervallate dalle colonnine che, con la loro spinta verticale, portavano lo sguardo dell'osservatore verso il cielo sovrastante. Per la Garzelli (1985, p. 320) il chiostro sarebbe, invece, quello dell'Ospedale degli Innocenti e in esso, come in una processione sacra, sembrano manifestarsi le anime angeliche dei fanciulli morti "che conferiscono un clima di visione" e di "simbolismo sacro" alla scena.

L'iniziale con la Natività della Vergine (c. 114v) è il risultato di un'organizzazione degli spazi e delle scene al loro interno tra i più originali, come nell'intersecarsi del corpo della lettera con l'arcata della loggia e nella simultaneità delle scene che animano i diversi ambienti di una stessa struttura architettonica (Garzelli 1985, p. 319). Il pilastro centrale divide l'interno della casa, con Anna distesa nel letto, dall'esterno con Gioacchino e il loggiato attraverso il quale entrano in scena le ancelle; i gradini di questa sorta di 'palco' scendono verso lo spettatore dove in un piano più basso siede sant'Anna in compagnia di Gioacchino e di un monaco.

Dal punto di vista liturgico, il corale contiene le feste dei santi più importanti ma mancano quelle dedicate a san Zanobi e santa Reparata, particolarmente venerati a Firenze: probabilmente esse non sono state ripetute perché già presenti nei Graduali Edili 150 e 151 conservati presso la Biblioteca Medicea Laurenziana (Tacconi 1997, p. 229).

La datazione del Graduale potrebbe essere ricondotta intorno agli anni 1513-1514 in base ad un documento di pagamento riguardante la scrittura, la notazione musicale e la rigatura delle carte che si devono probabilmente all'opera del monaco camaldolese Filippo di Polidoro (AOSMF, Delib., 1507-1515, II-2-11, c. 131t); nel documento non si parla esplicitamente di questo graduale ma, più genericamente, di un "proprio de' santi", con ogni probabilità identificabile, in base ai contenuti, con il Corale S, n. 14. Inoltre, al 1514 è datata la miniatura a c. 54r, realizzata da Monte di Giovanni quando subentrò ad Attavante per la miniatura del Graduale: per entrambi gli artisti sono presenti numerosi documenti che riguardano le commissioni (AOSMF, Stanz., 1505-1513, II-4-23, c. 160; AOSMF, Quad. di cassa, CXXX, VIII-1-130, c. 50; AOSMF, Stanz., 1514-1522, II-4-24, cc. 5, 10, 13) e il pagamento delle miniature (AOSMF, Stanz., 1517-1519, II-4-6, cc. 129t-131; AOSMF, Memoriale seg. D., 1516-1524, II-4-25, c. 63t) ma non è stato possibile identificare con certezza quali si riferiscano direttamente al Corale S, n. 14 che è quindi attribuito ai due artisti su basi stilistiche.

Le altre maestranze che collaborarono alla completa realizzazione del ciclo corale, pagato durante il provveditorato di Giovanni Cappelli, furono il cartolaio Domenico di Giovanni di Parigi, presso il quale era solita rifornirsi l'Opera del Duomo (AOSMF, Delib., 1507-1515, II-2-11, c. 130; AOSMF, Stanz., 1517-1519, II-4-6, c. 97; AOSMF, Deb. e Cred., EE, VII-1-52, c. 9) che, insieme al figlio Giovanni, si occupò anche delle legature in cuoio (AOSMF, Stanz., 1517-1519, II-4-6, c. 97; AOSMF, Deb. e Cred., EE, VII-1-52, c. 28); i fornimenti in ottone di ciascun codice, che comprendevano 8 cantonali, 2 rosoni, 80 "bullette", 40 chiodi, 4 paia di "afibbiatoi" e 2 "regitoi", furono realizzati da Niccolò di Francesco di Arringo (AOSMF, Stanz., 1517-1519, II-4-6, cc. 60t, 84t, 86). 

Fonti

Riferimento: AOSMF, Inventario dell’Archivio Musicale dell’Opera, sala di studio, edizione dattiloscritta 1958, pp. 24-25

Riferimento: AOSMF, II-2-11, c. 131t

Riferimento: AOSMF, V-3-39, pp. 1-3 n. 1

Riferimento: AOSMF, XI-8-1, n. 18

Riferimento: AOSMF, XI-8-4

Bibliografia

Sigla: Nuove indagini | 1850

Riferimento: Nuove indagini con documenti inediti per servire alla Storia della Miniatura italiana, a cura di G. Milanesi, C. Milanesi, C. Pini, Firenze 1850

Pagine: pp. 164-171, 174-175, 206-207 n. XIX, 333 n. IX, 333-338 n. X

Sigla: D'Ancona | 1914

Riferimento: P. D'Ancona, La miniatura fiorentina (secoli XI-XVI), II voll., Firenze 1914

Pagine: II, pp. 690-691 n. 1421

Sigla: Levi D'Ancona | 1962

Riferimento: M. Levi D’Ancona, Miniatura e miniatori a Firenze dal XIV al XVI secolo. Documenti per la storia della miniatura, Firenze 1962

Pagine: pp. 257-258

Sigla: Garzelli | 1985

Riferimento: A. Garzelli, Le immagini, gli autori, i destinatari, in Miniatura fiorentina del Rinascimento: 1440-1525. Un primo censimento, a cura di A. Garzelli, I, Firenze 1985

Pagine: pp. 282, 315, 319-321

Sigla: Il Duomo di Firenze | 1988

Riferimento: Il Duomo di Firenze. Documenti sulla decorazione della Chiesa e del Campanile tratti dall'Archivio dell'Opera per cura di Giovanni Poggi, vol. II, parti X-XVIII, edizione postuma a cura di M. Haines, Firenze 1988

Pagine: p. 68 n. 1796

Sigla: Tacconi | 1997

Riferimento: M. S. Tacconi, Scheda n. 85, in I libri del Duomo di Firenze. Codici liturgici e Biblioteca di Santa Maria del Fiore (secoli XI-XVI), a cura di L. Fabbri e M. Tacconi, Firenze 1997, pp. 228-229

Pagine: pp. 228-229 tavv. 83-85

Sigla: Tacconi | 1999

Riferimento: M. S. Tacconi, Liturgy and Chant at the Cathedral of Florence: A Survey of the Pre-Tridentine Sources (Tenth-Sixteenth Centuries), Ph. D. Dissertation, Yale University, 1999

Pagine: p. 175

Sigla: Tacconi | 2005

Riferimento: M. S. Tacconi, Cathedral and civic ritual in Late Medieval and Renaissance Florence: the service books of Santa Maria del Fiore, New York 2005

Pagine: pp. 175, 178, 378

Sigla: Dillon Bussi | 2006

Riferimento: A. Dillon Bussi, Scheda n. 41, in L'uomo del Rinascimento. Leon Battista Alberti e le arti a Firenze tra ragione e bellezza, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 11 marzo - 23 luglio 2006) a cura di C. Acidini e G. Morolli, Firenze 2006, pp. 116-117

Pagine: pp. 116-117

Sigla: Labriola | 2008

Riferimento: A. Labriola, Scheda n. 15, in Firenze e gli antichi Paesi Bassi. 1430-1530 dialoghi tra artisti: da Jan van Eyck a Ghirlandaio, da Memling a Raffaello ..., catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, 20 giugno - 26 ottobre 2008) a cura di B. W. Meijer, Livorno 2008, pp. 124-125

Pagine: pp. 124-125

Sigla: Leader | 2012

Riferimento: A. Leader, The Badia of Florence. Art and Observance in a Renaissance Monastery, Bloomington 2012

Pagine: pp. 114 n. 4.9, 118