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C, n. 11
Antifonario
Antifonario per il Proprio del tempo dall'Epifania al sabato precedente la Settuagesima

Caratteristiche codicologiche

Segnatura: C, n. 11

Segnatura vecchia: C

Segnatura 1952: n. 11

Data: 1513 - 1515 (documentazione)

Provenienza: Duomo

Materiale: membranaceo

Misure: mm 720 x 527

Carte: cc. III + 126 + III’ (cc. 31-37, 63-65, 71, 73-74, 82-83 mancanti; carte di guardia cartacee moderne)

Numerazione: in cifre romane a penna e inchiostro rosso al centro del margine esterno; in cifre romane a penna e inchiostro nero; moderna a matita

Fascicolazione: 1-3(8), 4(6), 5(3), 6(8), 7(10), 8(4), 9-11(6), 12-17(8), 18(5)

Specchio scrittura: mm 84 [487] 149 x 93 [10/278/10] 136; rr. 24/ll. 4 + 4 tetragrammi

Notazione musicale: quadrata nera su tetragramma rosso

Scrittura

Littera textualis di una sola mano (cc. 1r-141r); glosse alle cc. 24r, 43v, 119v, 127v; aggiunte di note e testi alle cc. 127v-131r, 134r-135r, 137r-141r

Legatura

mm 760 x 555 x 84; di restauro; assi rivestite in cuoio marrone e 6 nervi sul dorso

Restauri

Data: 12 novembre 1966 - dicembre 1969

Laboratorio: Istituto Restauro del Libro della Città del Vaticano

Note:

Arresto del processo di decomposizione; gli interventi risultarono insufficienti per la salvaguardia del Corale.

Data: 15 dicembre 1969 - 28 maggio 1975

Laboratorio: Istituto per la Patologia del Libro "Alfonso Gallo" di Roma

Note:

Al momento del restauro, realizzato grazie ai finanziamenti dello Stato, il codice presentava danni rilevanti alle legature (rigonfiamenti, rottura di assi, distacco e perdita parziale di alcune coperte), gravissime ondulazioni, deformazioni ed irrigidimento delle pergamene, diffuso attacco di microrganismi sulle legature e sui fogli, sbiadimento e dilavamento dei colori, distacco dei colori dai fogli originali e loro passaggio agli interfogli, incollamento dei fogli originali sugli interfogli. Durante l'intervento, eseguito presso l'Istituto per la Patologia del Libro, si rese necessario il distacco delle carte dalle legature e la pulitura delle medesime; la deumidificazione, la disinfezione a causa degli attacchi da microrganismi. Inotre venne effettuato lo sbloccaggio manuale delle carte e l'asportazione dei fogli che erano stati frapposti tra le carte e che, in molti punti, erano incollati alla pergamena; venne inoltre effettuato il lavaggio in alcool etilico puro, lo stiramento, il risarcimento delle parti mancanti e un leggero, graduale spianamento. Infine, si procedette alla sostituzione della legatura preesistente, ormai inadatta e appesantita da borchie non coeve, con una nuova in piena pelle di capra con cuciture su doppi nervi, con i capitelli cuciti al libro in spago naturale e i piatti in legno compensato di faggio evaporato.

Stato di conservazione

Buono stato di conservazione; restaurato perché parzialmente danneggiato in seguito all'alluvione del 1966

Descrizione interna

Miniatura di pennello:

3 iniziali istoriate

2 iniziali figurate

Miniatura di penna:

146 iniziali filigranate medie

77 iniziali filigranate piccole

Le iniziali figurate e le istoriate sono caratterizzate dal campo in foglia d’oro, il corpo è decorato con foglie lanceolate che vanno a formare la coda ornata con bottoncini dorati.

Le iniziali filigranate (es. M(agnum) di mm 110 x 110 al f. 65r) hanno il corpo azzurro o rosso con decorazioni a risparmio con racemi e fiori; il fondo e il campo sono di colore opposto a quello del corpo ed hanno decorazioni geometriche e fitomorfe stilizzate; alcune hanno brevi code e clipei acquerellati, altre decorazioni diamantate realizzate a tempera o croci stilizzate. Alcune delle iniziali filigranate hanno decorazioni figurate sul fondo.

Lettere grosse in inchiostro nero in molti casi con ricche decorazioni a racemi e fiori acquerellati in giallo.

Notizie storico-critiche

Nell’Inventario dell’Archivio Musicale dell’Opera (1958, p. 7) il manoscritto è datato al XVI secolo ed è attribuito a Monte di Giovanni con riferimento al Milanesi (1850, p. 195) e al D’Ancona (1914, vol. II, pp. 685-686 n. 1413).

In questo codice compare lo stemma con l'Agnus Dei, simbolo dell'Arte della Lana, patrona dell'Opera del Duomo. Nel 1331, infatti, la cogestione comunale ed ecclesiastica assegnò all'Arte della Lana la responsabilità dell'Opera di Santa Maria del Fiore e, nel 1413, una Bolla papale garantì alla stessa Arte la gestione dei beni della sagrestia della Cattedrale; lo stemma diventa, così, un'inequivocabile testimonianza della provenienza del codice da Santa Maria del Fiore.

Il manoscritto fa parte del nuovo ed ultimo ciclo di quattordici Graduali e diciotto Antifonari commissionati dall’Opera del Duomo tra il 1508 e il 1526, tutti eseguiti dai più importanti artisti fiorentini e caratterizzati dalle grandi dimensioni che permettono di ottenere pagine di ampio respiro; dal momento che sono presenti soltanto quattro tetragrammi e quattro righe di testo in ciascuna carta, ogni volume include solo una breve parte dell’anno liturgico ma insieme ne costituiscono l’intero ciclo (Tacconi 2005, p. 175).

Tutti i cicli corali, o quanto di loro rimane ora conservato in Archivio, sono abbondantemente citati negli Inventari, in particolare nell'Inventario dei libri di coro del 1663 (AOSMF, V-3-39, pp. 22-23 n. 21; per la trascrizione cfr. Tacconi 1999, pp. 341-369), dove è data una breve descrizione dei contenuti e di tutte le iniziali miniate in ciascuno, l'Inventario del 1822 (AOSMF, XI-8-1, n. 3; per la trascrizione cfr. Tacconi 1999, pp. 373-376), dove ne vengono dati i contenuti e la segnatura in lettere che segue la successione all'interno dell'anno liturgico, e l'Inventario dei libri di coro del 1862 (AOSMF, XI-8-4; per la trascrizione cfr. Tacconi 1999, pp. 377-378) dove vengono proposte le attribuzioni ai soli miniatori cinquecenteschi. Per quanto riguarda l'Antifonario C, n. 11, possiamo constatare che è ancora completo delle iniziali miniate elencate, anche se risultava già mancante di 14 carte nel 1663, che era inventariato come C e che l'attribuzione a Monte di Giovanni già nel 1862 faceva riferimento al Milanesi; inoltre, in una annotazione del Milanesi (1850, p. 196bis), è specificato che secondo l'Inventario del 1679 mancherebbero "molte carte, e alquante miniature".

Il codice venne realizzato in seguito all'elezione di Giovanni de' Medici, che assurse al ruolo di papa con il nome di Leone X, e probabilmente fu portato a termine entro il 1515, anno in cui il pontefice fece il suo ingresso a Firenze: il fregio della c. 4v ne è una celebrazione insieme a tutta la famiglia Medici i cui simboli araldici abbandonano gli stemmi per animare in modo naturalistico il fregio inferiore della carta (Lazzi in Inganni ad arte 2009, p. 208); inoltre sono presenti due ritratti di Leone X: entro l'iniziale a c. 110r e in uno degli spettatori del Battesimo di Cristo. Gli stessi contenuti del codice, dall'Epifania alla sesta domenica dopo l'Epifania, coincidono con il soggiorno del pontefice: il codice venne probabilmente usato in Duomo e, forse, lo stesso Leone X ne fece uso per celebrare la messa del 6 gennaio (Tacconi 2005, p. 190)

Le citazioni paesaggistiche, in questo codice, si inoltrano nei vicoli della città di Firenze con una veduta del serraglio di Palazzo Vecchio che ospitava gli animali ricevuti in dono dal Sultano; inoltre la presenza del 'leone' doveva essere un chiaro rimando a Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico. La decorazione è poi arricchita dai simboli araldici del Popolo e di Firenze: la croce e il giglio; l'intera pagina, in tutte le sue componenti, compreso il battesimo nell'iniziale, diventa quindi una celebrazione unitaria del rapporto tra la chiesa e la città (Garzelli 1985, p. 317).

Nell'iniziale con le Nozze di Cana a c. 87r, l'intento del miniatore sembra essere quello di narrare la storia in modo ciclico, dal fondo verso il primo piano, infatti la storia inizia con la Vergine che informa Gesù della mancanza del vino, mentre quest'ultimo ordina a un servitore di riempie la giara di acqua; in primo piano, sono un servitore che osserva l'avvenuta trasformazione in vino e un secondo servo che versa il vino in una coppa per offrirlo al maestro di tavola. Nella scena di fondo, ambientata in piazza San Marco, invece, la riflessione sulla veduta urbana e sul trascorrere delle ore è immortalata nelle ombre allungate dei personaggi colti in quiete conversazioni, nelle case e negli alberi toccati dalla luce radente del sole al tramonto (Garzelli 1985, pp. 317-318). 

Fonti

Riferimento: AOSMF, Inventario dell’Archivio Musicale dell’Opera, sala di studio, edizione dattiloscritta 1958, p. 7

Riferimento: AOSMF, V-3-39, pp. 22-23 n. 21

Riferimento: AOSMF, XI-8-1, n. 3

Riferimento: AOSMF, XI-8-4

Bibliografia

Sigla: Nuove indagini | 1850

Riferimento: Nuove indagini con documenti inediti per servire alla Storia della Miniatura italiana, a cura di G. Milanesi, C. Milanesi, C. Pini, Firenze 1850

Pagine: pp. 164-171, 195-196 n. V, 333-338 n. X

Sigla: D’Ancona | 1914

Riferimento: P. D’Ancona, La miniatura fiorentina (secoli XI-XVI), II voll., Firenze 1914

Pagine: II, pp. 685-686 n. 1413

Sigla: Mostra storica | 1953

Riferimento: Scheda n. 518, in Mostra storica nazionale della miniatura, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Venezia), Firenze 1953

Pagine: pp. 328-329

Sigla: Garzelli | 1985

Riferimento: A. Garzelli, Le immagini, gli autori, i destinatari, in Miniatura fiorentina del Rinascimento: 1440-1525. Un primo censimento, a cura di A. Garzelli, I, Firenze 1985

Pagine: pp. 317-318

Sigla: Consorterie politiche | 1992

Riferimento: Consorterie politiche e mutamenti istituzionali in età laurenziana, catalogo della mostra (Firenze, Archivio di Stato, 4 maggio - 30 luglio 1992), a cura di M. A. Morelli Timpanaro et al., Firenze 1992

Pagine: pp. 234-235

Sigla: Biblioteca Apostolica Vaticana | 1993

Riferimento: Biblioteca Apostolica Vaticana. Liturgie und Andacht im Mittelalter, catalogo della mostra (Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 9 ottobre 1992 - 10 gennaio 1993), Stuttgart 1993

Pagine: p. 356

Sigla: Tacconi | 1997

Riferimento: M. Tacconi, Scheda n. 82, in I libri del Duomo di Firenze. Codici liturgici e Biblioteca di Santa Maria del Fiore (secoli XI-XVI), a cura di L. Fabbri e M. Tacconi, Firenze 1997, pp. 225-226

Pagine: pp. 225-226, tavv. 78, 82

Sigla: Tacconi | 1999

Riferimento: M. S. Tacconi, Liturgy and Chant at the Cathedral of Florence: A Survey of the Pre-Tridentine Sources (Tenth-Sixteenth Centuries), Ph. D. Dissertation, Yale University, 1999

Pagine: pp. 230, 234-237

Sigla: Zangheri, Palterer | 2001

Riferimento: L. Zangheri, D. Palterer, MOPA. Il nuovo Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore. Firenze, Firenze 2001

Pagine: pp. 311-314

Sigla: Tacconi | 2005

Riferimento: M. S. Tacconi, Cathedral and civic ritual in Late Medieval and Renaissance Florence: the service books of Santa Maria del Fiore, New York 2005

Pagine: pp. 178, 184-190

Sigla: Lazzi | 2009

Riferimento: G. Lazzi, Scheda n. V.5, in Inganni ad arte. Meraviglie del trompe-l'oeil dall'antichità al contemporaneo, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 16 ottobre 2009 - 24 gennaio 2010) a cura di A. Giusti, Firenze 2009, pp. 208-209

Pagine: pp. 208-209

Sigla: Giacomelli | 2013

Riferimento: S. Giacomelli, scheda n. 123, in Nello splendore mediceo. Papa Leone X e Firenze, Livorno 2013, pp. 586-587

Pagine: pp. 586-587