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N.2, n. 3
Salterio
Salterio dalla prima domenica dopo l'ottava dell'Epifania alla prima domenica di Settuagesima e dalla calende di ottobre all'Avvento

Caratteristiche codicologiche

Segnatura: N.2, n. 3

Segnatura vecchia: N.2

Segnatura 1952: n. 3

Data: 1439 - 1447 (documentazione)

Provenienza: Duomo

Materiale: membranaceo

Misure: mm 493 x 340

Carte: cc. IV + 214 + IV’ (carte di guardia cartacee moderne)

Numerazione: antica a penna sottile e inchiostro nero in cifre arabe al centro del margine esterno; numerazione moderna a matita

Fascicolazione: 1 (8), 2-25 (8), 26 (6), 27 (5), 28 (2)

Specchio scrittura: mm 30 [377] 86 x 30 [18/118/24/115/18] 17; rr. 36/ll. 18 (presenza anche dei tetragrammi)

Notazione musicale: quadrata nera su tetragramma rosso

Scrittura

Littera textualis di una sola mano

Legatura

mm 550 x 390 x 115; di restauro; assi rivestite in cuoio marrone con due bindelle e tenoni, cartellino sul piatto posteriore con segnatura "N", 5 nervi sul dorso, puntali

Restauri

Data: 12 novembre 1966 - dicembre 1969

Laboratorio: Istituto Restauro del Libro della Città del Vaticano

Note:

Arresto del processo di decomposizione; gli interventi risultarono insufficienti per la salvaguardia del Corale.

Data: 12 marzo 1981 - 2 dicembre 1981

Laboratorio: Ditta Masi

Note:

Al momento del restauro, finanziato dal Dipartimento Istruzione e Cultura della Regione Toscana - Servizio Beni Librari, le carte si presentavano molto rovinate, fragili, corrose da muffa, attaccate tra di loro e mancanti di pezzi; durante l'intervento si è resa necessaria la scucitura e il fissaggio dei colori; le carte bianche messe dopo l'alluvione come interfogliamento erano talmente attaccate da dover essere rimosse con il bisturi. Le carte sono state lavate, ammorbidite e stirate; le parti mancanti sono state reintegrate con carta giapponese e tutte le carte sono state imbrachettate.

Data: 15 dicembre 1969 - 28 maggio 1975

Laboratorio: Istituto per la Patologia del Libro "Alfonso Gallo" di Roma

Note:

Il codice presentava danni rilevanti alle legature (rigonfiamenti, rottura di assi, distacco e perdita parziale di alcune coperte), gravissime ondulazioni, deformazioni ed irrigidimento delle pergamene, diffuso attacco di microrganismi sulle legature e sui fogli, sbiadimento e dilavamento dei colori, distacco dei colori dai fogli originali e loro passaggio agli interfogli, incollamento dei fogli originali sugli interfogli. Si rese quindi necessario il distacco delle carte dalle legature e la pulitura delle medesime; la deumidificazione, la disinfezione a causa degli attacchi da microrganismi; dopo questo primo intervento, il codice venne finito di restaurare nel laboratorio fiorentino.

Data: 18 maggio 2001 - 20 luglio 2001

Laboratorio: Ditta Masi

Note:

Durante le fasi dell'ultimo restauro, finanziato dal Dipartimento Istruzione e Cultura della Regione Toscana - Servizio Beni Librari, che ha riguardato soltanto la legatura, si è reso necessario lo smontaggio dei bulloni del piede e del dorso con la vecchia segnatura; è stata recuperata la nuova coperta.

Stato di conservazione

Buono stato di conservazione; restaurato a causa dei numerosi danni riportati in seguito all’alluvione del 1966

Descrizione interna

Miniatura di pennello:

2 iniziali figurate

21 iniziali decorate

Miniatura di penna:

210 iniziali filigranate medie

3306 iniziali filigranate piccole

113 iniziali rubricate

Le iniziali figurate hanno il campo in foglia d’oro e il corpo decorato con foglie lanceolate che vanno a formare la coda, spesso decorata con bottoncini dorati.

Le iniziali decorate fogliate (es. C(onfitebor) di mm 53 x 60; mm 480 x 150 con i fregi a c. 175r) presentano misure variabili e sono interamente realizzate a tempera con campo quadrangolare in foglia d’oro, corpo decorato con foglie lanceolate che vanno a formare la coda e fondo anch’esso con foglie; i colori utilizzati sono, per la maggior parte, arancione, azzurro, rosa, verde e giallo.

Le iniziali filigranate medie (es. L(audate) di mm 59 x 50 a c. 29r) hanno il corpo fesso azzurro o rosso, il fondo e il campo di colore alternato con decorazioni geometriche e fitomorfe stilizzate; quelle alle cc. 202r-212r sono di misura più grande e di mano successiva.

Le numerose iniziali filigranate piccole (es. S(ic psalmu) di mm 25 x 28 a c. 44r) hanno il corpo azzurro o rosso, il fondo e il campo di colore opposto a quello del corpo con decorazioni geometriche e fitomorfe stilizzate.

Contenuto liturgico:

Il codice contiene il Salterio ordinario dalla prima domenica dopo l’ottava dell’Epifania alla prima domenica di Settuagesima e dalla calende di ottobre all’Avvento.

Notizie storico-critiche

Nell’Inventario dell’Archivio Musicale dell’Opera (1958, p. 21) il manoscritto è datato al XVI secolo ma non ne è citato l’autore delle miniature. L’esecuzione del codice, che in ogni sua parte fu concepito insieme al Corale O, n. 4, è invece particolarmente documentata ed è stato possibile identificare tutti gli artisti coinvolti nei vari ruoli per la sua realizzazione e pagati negli anni compresi tra il 1439 e il 1447: Zanobi Strozzi miniatore delle iniziali figurate e Filippo di Matteo Torelli delle iniziali fogliate grandi e piccole, Giovanni d’Antonio Varnucci miniatore di penna, Giovanni di Michele detto Purello scriba, Piero d’Antonio cartolaio, Michele di Giovanni rilegatore, Angelo di Nicola degli Oriuoli orefice per i fornimenti metallici. Le iniziali decorate, così come lo stile e l’iconografia delle due iniziali figurate, sono simili al Salterio O, n. 4 in quanto eseguite dagli stessi autori per la stessa funzione liturgica. Nella realizzazione del codice fu coinvolto anche il capo-canonico della Cattedrale, Giovanni de Spinellini, il quale, in data 8 febbraio 1447, ricevette un pagamento per la correzione dei testi dei due salteri (AOSMF, II-4-17, c. 128t; AOSMF, II-1-90, c. 82t; Tacconi 2005, pp. 26-34).

I documenti descrivono in modo molto dettagliato le tipologie e la quantità delle iniziali realizzate a pennello nei due salteri, infatti i pagamenti riguardano complessivamente tutte le miniature di mano di Zanobi e del Torelli.

La prima curiosità che emerge dalle carte riguarda Zanobi Stozzi, pagato per "sei figure fatte in duo salteri" (AOSMF, VIII-1-8, c. 19): l'artista minia due iniziali figurate per ciascun salterio ma, complessivamente, realizza sei figure rappresentanti Dio Padre e David: il miniatore è quindi pagato per numero di figure realizzate all'interno delle lettere, non per miniatura. Per quanto riguarda il Salterio N.2, n. 3, dipinge le due figure di Dio Padre e David entro l'iniziale B a c. 3v e la sola figura di Dio Padre entro l'iniziale D a c. 156v.

Il lavoro di Filippo di Matteo Torelli è invece distinto per tipologie di iniziali realizzate anch'esse complessivamente nei due salteri: il miniatore viene pagato per "quatuor principiis" identificabili, per quanto riguarda il Corale N.2, n. 3, nelle due iniziali alle cc. 3v e 156v con fregio sui quattro margini e figure dello Strozzi al loro interno; due "primi dierum" tra i quali è quello identificato nell'iniziale fogliata P a c. 2r con fregio su tre margini; per un numero non precisato di lettere "cum colonnis", cioé con lungo fregio tra le due colonne di scrittura (D c. 45r, M c. 59r, D c. 63v, D c. 79r, S c. 96r, E c. 118r, C c. 134r, M c. 170r, C c. 175r, B c. 180r, L c. 185v, C c. 213r) e lettere "sine cauda", cioé semplici iniziali fogliate (T c. 23v, D c. 26v, D c. 32v, D c. 161r, L c. 164r, N c. 167r, D c. 190r, M c. 194r; AOSMF, II-1-90, c. 60t).

Nonostante le ingenti perdite di colore, le figure miniate da Zanobi non hanno perso quella particolare dolcezza dei gesti e delle espressioni che contraddistingue tutta la produzione pittorica dell'artista come, ad esempio, nel Dio Padre che benedice David orante a c. 3v; i volti sono torniti da una morbida luce, la stessa che delinea anche i voluminosi panneggi e che risulta appena affievolita nelle tonalità acide delle vesti del Dio Padre a c. 156v.

Questi due codici rappresentano la prima testimonianza della campagna di rinnovamento dell'apparato liturgico per Santa Maria del Fiore, che iniziò nel 1438 con un nuovo ciclo di libri corali che dovevano essere di particolare bellezza e splendore poiché dovevano essere mostrati sull'altare della nuova cattedrale. Cronologicamente, infatti, si collocano proprio negli anni appena successivi alla chiusura del cantiere del Duomo, con la consacrazione solenne di Santa Maria del Fiore avvenuta nel 1436; inoltre, con la fine dei lavori, anche i finanziamenti dell'Opera del Duomo potevano concentrarsi verso nuovi progetti (Tacconi 2001, pp. 45-46).

Entrambi i salteri sono identici nei contenuti e nell’illustrazione poiché dovevano stare "su li due leggii de cherici del coro" (come descritto nell'Inventario del 1645, AOSMF, VIII-5-1, p. 75): si presume, quindi, che fossero utilizzati insieme e che i salmi fossero cantati da due cori alternati (Tacconi 1999, pp. 198-199, 339) seguendo una notazione musicale che impiegava non soltanto il punctum quadrato ma anche romboidale, che indicava la nota breve sulla sillaba breve determinando un tipo di scansione ternaria (Torelli 2001, p. 117).

Tutti i cicli corali, o quanto di loro rimane ora conservato in Archivio, sono abbondantemente citati negli Inventari, in particolare nell'Inventario dei libri di coro del 1663 (AOSMF, V-3-39, pp. 39-40 n. 41; per la trascrizione cfr. Tacconi 1999, pp. 341-369), dove ne è fornita una breve descrizione dei contenuti e di tutte le iniziali miniate in ciascuno, l'Inventario del 1822 (AOSMF, XI-8-1, n. 37; per la trascrizione cfr. Tacconi 1999, pp. 373-376), dove ne vengono dati i contenuti e la segnatura in lettere che ne segue la successione all'interno dell'anno liturgico, e l'Inventario dei libri di coro del 1862 (AOSMF, XI-8-4; per la trascrizione cfr. Tacconi 1999, pp. 377-378) dove vengono riportate le attribuzioni del Milanesi relative ai miniatori che realizzarono il ciclo cinquecentesco. Per quanto riguarda il Salterio N.2, n. 3, possiamo constatare che risulta mancante di una iniziale decorata rispetto al 1663, che nel 1822 era inventariato come N2 ma non si trova citato nell'Inventario del 1862. Il codice, infatti, non venne studiato dal Milanesi poiché non riuscì a rintracciare "qual sorte abbiano avuto i due Salteri ornati dal Torelli" (1850, p. 165).

Fonti

Riferimento: AOSMF, II-1-87, c. 46t

Riferimento: AOSMF, II-1-88, cc. 16t, 51t, 56t, 82t

Riferimento: AOSMF, II-1-90, cc. 6, 60t, 82t, 86, 89t

Riferimento: AOSMF, II-1-91, c. 37t

Riferimento: AOSMF, II-2-2, cc. 55, 75

Riferimento: AOSMF, II-4-14, cc. 61t, 71, 76t, 85, 87t, 102

Riferimento: AOSMF, II-4-16, c. 118t, 149t, 183

Riferimento: AOSMF, II-4-17, cc. 23t, 48, 81, 91t, 101t, 107, 107t, 113, 114, 123, 128t, 132, 135t

Riferimento: AOSMF, V-3-39, pp. 39-40 n. 41

Riferimento: AOSMF, VIII-1-9, IX, c. 13

Riferimento: AOSMF, VIII-5-1, p. 75

Riferimento: AOSMF, XI-8-1, n. 37

Riferimento: AOSMF, VIII-1-8, VIII, c. 19

Riferimento: AOSMF, Inventario dell’Archivio Musicale dell’Opera, sala di studio, edizione dattiloscritta 1958, p. 21

Bibliografia

Sigla: Nuove indagini | 1850

Riferimento: Nuove indagini con documenti inediti per servire alla Storia della Miniatura italiana, a cura di G. Milanesi, C. Milanesi, C. Pini, Firenze 1850

Pagine: pp. 164-165, 325 n. I

Sigla: Levi D'Ancona | 1962

Riferimento: M. Levi D’Ancona, Miniatura e miniatori a Firenze dal XIV al XVI secolo. Documenti per la storia della miniatura, Firenze 1962

Pagine: pp. 99-100, 261-262, 267

Sigla: Il Duomo di Firenze | 1988

Riferimento: Il Duomo di Firenze. Documenti sulla decorazione della Chiesa e del Campanile tratti dall'Archivio dell'Opera per cura di Giovanni Poggi, vol. II, parti X-XVIII, edizione postuma a cura di M. Haines, Firenze 1988

Pagine: pp. 36-44, nn. 1615-1627, 1633, 1638-1639, 1642, 1644, 1647-1648, 1652

Sigla: Dillon Bussi | 1997

Riferimento: A. Dillon Bussi, La miniatura quattrocentesca per il Duomo di Firenze: prime indagini e alcune novità, in I libri del Duomo di Firenze. Codici liturgici e Biblioteca di Santa Maria del Fiore (secoli XI-XVI), a cura di L. Fabbri e M. Tacconi, Firenze 1997, pp. 79-96

Pagine: p. 79

Sigla: Tacconi | 1997

Riferimento: M. S. Tacconi, "Secundum consuetudinem Romanae Curiae in Maiori Ecclesia florentina": i codici liturgici della Cattedrale di Firenze, in I libri del Duomo di Firenze. Codici liturgici e Biblioteca di Santa Maria del Fiore (secoli XI-XVI), a cura di L. Fabbri e M. Tacconi, Firenze 1997, pp. 65-78

Pagine: pp. 65-78

Sigla: Tacconi | 1999

Riferimento: M. S. Tacconi, Liturgy and Chant at the Cathedral of Florence: A Survey of the Pre-Tridentine Sources (Tenth-Sixteenth Centuries), Ph. D. Dissertation, Yale University, 1999

Pagine: pp. 198-199, 339, 367-368, 374

Sigla: Tacconi | 2001

Riferimento: M. S. Tacconi, I Libri Corali pre-Tridentini della Cattedrale di Firenze in Atti del VII centenario del Duomo di Firenze. III. "Cantate Domino". Musica nei secoli per il Duomo di Firenze, Atti del Convegno Internazionale di Studi (Firenze, 23-25 maggio 1997) a cura di P. Gargiulo, G. Giacomelli, C. Gianturco, Firenze 2001, pp. 37-54

Pagine: pp. 45-46

Sigla: Torelli | 2001

Riferimento: D. Torelli, La prassi del canto piano in Atti del VII centenario del Duomo di Firenze. III. "Cantate Domino". Musica nei secoli per il Duomo di Firenze, Atti del Convegno Internazionale di Studi (Firenze, 23-25 maggio 1997) a cura di P. Gargiulo, G. Giacomelli, C. Gianturco, Firenze 2001, pp. 107-123

Pagine: p. 117

Sigla: Tacconi | 2005

Riferimento: M. S. Tacconi, Cathedral and civic ritual in Late Medieval and Renaissance Florence: the service books of Santa Maria del Fiore, New York 2005

Pagine: pp. 9, 26-34, 37-38, 48, 143, 315

Sigla: Tacconi | 2014

Riferimento: M. S. Tacconi, The choirbooks of Florence Cathedral. Liturgy, Music and Art in Make a joyful noise. Renaissance Art and Music at Florence Cathedral catalogo della mostra (Atlanta, High Museum of Art, 25 ottobre 2014 - 11 gennaio 2015 e Detroit, Detroit Institute of Arts, 6 febbraio - 17 maggio 2015) a cura di G. M. Radke, New Haven and London 2014, pp. 73-87

Pagine: pp. 73-87